Antagonisti del recettore NOP per la cura di depressione e Parkinson Stampa E-mail

20.02.2011 Antagonisti del recettore NOP per la cura di depressione e Parkinson Nuova possibile classe di farmaci secondo lo studio dell'INN in uscita su Neuropharmacology e realizzato dal gruppo del dottor Calò.

Antagonisti del recettore NOP per la cura della depressione e del Morbo di Parkinson

 

21 febbraio 2011

Molecole che bloccano l’attività di NOP: potrebbe essere questa la caratteristica principale di una nuova classe di farmaci per la cura degli stati depressivi e dei disturbi del movimento che colpiscono i pazienti affetti da Morbo di Parkinson.

Ma chi è NOP? É un recettore ampiamente diffuso nel sistema nervoso centrale, la cui attività è dovuta al legame con un neuropeptide chiamato nocicettina/orfanina (N/OFQ).

A riportare la notizia è il numero di marzo di Neuropharmacology, mentre lo studio è stato svolto dal gruppo del dottor Girolamo Calò, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’università di Ferrara e membro dell’Istituto Nazionale di Neuroscience (INN).

 

Il recettore NOP è espresso nel sistema limbico, dove controlla aspetti cognitivi e stati ansiosi, nelle aree cerebrali importanti per l’ideazione e il controllo del movimento, e in tutte le zone di trasmissione del dolore, compreso il midollo spinale. Ecco quindi che eliminare il gene che codifica per NOP, e quindi spegnere il segnale generato dalla sua interazione con il peptide N/OFQ, può compremettere il controllo di tutte queste funzioni.

 

«Dallo scorso anno sono disponibili, tra i modelli animali, i ratti che non esprimono il recettore NOP» spiega il dottor Calò. «Studiando le loro caratteristiche abbiamo individuato un fenomeno insolito. Di norma, se una via recettoriale agisce sul tono dell'umore interviene anche sul controllo degli stati ansiosi; nel caso dei ligandi di NOP, invece, le molecole che attivano questo recettore (agonisti) provocano effetti ansiolitici e quelle che lo bloccano (antagonisti) hanno un effetto antidepressivo».

 

Il principale contributo di questo approccio sperimentale è la possibilità di individuare le indicazioni terapeutiche e le controindicazioni dovute alla somministrazione di agonisti e antagonisti di un particolare recettore. «Nel caso degli antagonisti di NOP, sembrerebbero la nuova classe di farmaci per il trattamento della depressione e del Morbo di Parkinson. Occorre invece cautela nel somministrare questi stessi composti in pazienti affetti da dolore cronico e stati ansiosi».

 

«Stiamo comunque parlando di risultati ottenuti dallo studio di modelli animali» tiene a precisare Calò. «Non avremo una risposta certa fino a quando non saranno attivati dei trial clinici che prevedono la somministrazione degli antagonisti di NOP ai pazienti. Le evidenze pre-cliniche sull'efficacia di tali molecole per la cura di Parkinson e disturbi depressivi non mancano. Il passo successivo spetta alle industrie farmaceutiche».




Contatti

Girolamo Calò

Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica

Sezione di Farmacologia

Università di Ferrara

via Fossato di Mortara, n. 19

tel: 0532 455 221

fax: 0532 455 205

e.mail:

 

Ufficio stampa dell’Istituto Nazionale di Neuroscienze

Elisa Frisaldi

Cell. 340 2809442

www.ist-nazionale-neuroscienze.unito.it



Bibliografia

Anna Rizzi, Stefano Molinari, Matteo Marti, Giuliano Marzola, Girolamo Calò. Nociceptin/orphanin FQ receptor knockout rats: in vitro and in vivo studies, Neuropharmacology, marzo 2011, vol 60(4), pg: 572-579.

 
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